Bosco di Seleni, fatti stregare
dall’entroterra della Sardegna

Bosco di Seleni, fatti stregare dall’entroterra della Sardegna

Bosco di Seleni,
fatti stregare dall’entroterra della Sardegna

L’Ogliastra da vedere per chi cerca
la Sardegna più selvaggia. 

Esiste un’altra Sardegna oltre il mare, più riservata e nascosta, che si rivela nella lentezza e nella calma. Una Sardegna meno conosciuta, lontana dai riflettori, celata ai più dalle chiome dei boschi e dalle altezze inesplorate di pietre millenarie. Una Sardegna che è piena di segreti ma che si dispiega, rivelandosi, se in cambio riceve silenzio e contemplazione.

Addentrarsi nell’entroterra dell’Ogliastra significa questo: concedersi il tempo per una sorpresa continua. Qui lo scorrere del tempo viene cadenzato da ritmi arcaici, più antichi dell’uomo. Questi riverberano ancora in una natura generosa e materna che ci obbliga a divenirne dei taciti spettatori.

L’elemento storico e naturalistico in Ogliastra è infatti predominante, componendosi di una varietà unica di paesaggi e siti archeologici incantevoli che si ritrovano così concentrati in appena 2000 km². 

L’Ogliastra da vedere per chi cerca la Sardegna più selvaggia. 

Esiste un’altra Sardegna oltre il mare, più riservata e nascosta, che si rivela nella lentezza e nella calma. Una Sardegna meno conosciuta, lontana dai riflettori, celata ai più dalle chiome dei boschi e dalle altezze inesplorate di pietre millenarie. Una Sardegna che è piena di segreti ma che si dispiega, rivelandosi, se in cambio riceve silenzio e contemplazione.

Addentrarsi nell’entroterra dell’Ogliastra significa questo: concedersi il tempo per una sorpresa continua. Qui lo scorrere del tempo viene cadenzato da ritmi arcaici, più antichi dell’uomo. Questi riverberano ancora in una natura generosa e materna che ci obbliga a divenirne dei taciti spettatori.

L’elemento storico e naturalistico in Ogliastra è infatti predominante, componendosi di una varietà unica di paesaggi e siti archeologici incantevoli che si ritrovano così concentrati in appena 2000 km². 

L’Ogliastra da vedere per chi cerca la Sardegna più selvaggia. 

Esiste un’altra Sardegna oltre il mare, più riservata e nascosta, che si rivela nella lentezza e nella calma. Una Sardegna meno conosciuta, lontana dai riflettori, celata ai più dalle chiome dei boschi e dalle altezze inesplorate di pietre millenarie. Una Sardegna che è piena di segreti ma che si dispiega, rivelandosi, se in cambio riceve silenzio e contemplazione.

Addentrarsi nell’entroterra dell’Ogliastra significa questo: concedersi il tempo per una sorpresa continua. Qui lo scorrere del tempo viene cadenzato da ritmi arcaici, più antichi dell’uomo. Questi riverberano ancora in una natura generosa e materna che ci obbliga a divenirne dei taciti spettatori.

L’elemento storico e naturalistico in Ogliastra è infatti predominante, componendosi di una varietà unica di paesaggi e siti archeologici incantevoli che si ritrovano così concentrati in appena 2000 km². 

Rispetta il bosco

Non accendere fuochi
fuori dagli spazi consentiti

Non gettare rifiuti nell’ambiente
Ma, se puoi, raccogli quelli che trovi

Non danneggiare la flora
Rispetta la fauna

Rispetta il bosco

Non accendere fuochi
fuori dagli spazi consentiti

Non gettare rifiuti nell’ambiente
Ma, se puoi, raccogli quelli che trovi

Non danneggiare la flora
Rispetta la fauna

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Non accendere fuochi
fuori dagli spazi consentiti

Non gettare rifiuti nell’ambiente
Ma, se puoi, raccogli quelli che trovi

Non danneggiare la flora
Rispetta la fauna

Bosco Seleni,
respira l’anima autentica dell’entroterra sardo

Bosco Seleni, respira l’anima autentica dell’entroterra sardo

Bosco Seleni,
respira l’anima autentica dell’entroterra sardo

bosco seleni - itinerari nuragic experience - ogliastra

Esistono luoghi che appaiono familiari, da subito, come se già si conoscessero da molto tempo. Luoghi in cui risuona una calma tempestiva che immediatamente si presenta come duratura e affatto sfuggente. Il Bosco di Seleni di Lanusei è sicuramente uno di questi luoghi. Qui il silenzio viene sussurrato dalle chiome di alberi fieri e robusti che sembrano volerci riparare placidamente dal rumore e dal frastuono. Il Bosco di Seleni è uno dei più importanti polmoni verdi che colorano l’entroterra dell’Ogliastra. La sua posizione strategica, la sua morfologia pianeggiante, l’abbondanza di sorgenti e la ricchezza di flora e di fauna hanno da sempre garantito lo stanziamento in quest’area. Dall’età pre-nuragica sino ai giorni nostri quello che si è evoluto è infatti un rapporto strettissimo tra l’uomo e la natura.

Bosco Seleni - Lanusei - Ogliastra

Esistono luoghi che appaiono familiari, da subito, come se già si conoscessero da molto tempo. Luoghi in cui risuona una calma tempestiva che immediatamente si presenta come duratura e affatto sfuggente. Il Bosco di Seleni di Lanusei è sicuramente uno di questi luoghi. Qui il silenzio viene sussurrato dalle chiome di alberi fieri e robusti che sembrano volerci riparare placidamente dal rumore e dal frastuono. Il Bosco di Seleni è uno dei più importanti polmoni verdi che colorano l’entroterra dell’Ogliastra. La sua posizione strategica, la sua morfologia pianeggiante, l’abbondanza di sorgenti e la ricchezza di flora e di fauna hanno da sempre garantito lo stanziamento in quest’area. Dall’età pre-nuragica sino ai giorni nostri quello che si è evoluto è infatti un rapporto strettissimo tra l’uomo e la natura.

bosco seleni - lanusei - ogliastra

Esistono luoghi che appaiono familiari, da subito, come se già si conoscessero da molto tempo. Luoghi in cui risuona una calma tempestiva che immediatamente si presenta come duratura e affatto sfuggente. Il Bosco di Seleni di Lanusei è sicuramente uno di questi luoghi. Qui il silenzio viene sussurrato dalle chiome di alberi fieri e robusti che sembrano volerci riparare placidamente dal rumore e dal frastuono. Il Bosco di Seleni è uno dei più importanti polmoni verdi che colorano l’entroterra dell’Ogliastra. La sua posizione strategica, la sua morfologia pianeggiante, l’abbondanza di sorgenti e la ricchezza di flora e di fauna hanno da sempre garantito lo stanziamento in quest’area. Dall’età pre-nuragica sino ai giorni nostri quello che si è evoluto è infatti un rapporto strettissimo tra l’uomo e la natura.

Sull’etimologia del nome Seléni si è molto dibattuto ma non abbiamo ad oggi nessuna certezza. Per molti commentatori trarrebbe origine da quello della titanide greca Selene, dea della Luna, in una suggestiva connessione tra il luogo e antichi culti lunari. Come però ci indicano alcune fonti scritte riportate dall’illustre Generale Angelino Usai nell’opera proprio dedicata all’omonimo complesso nuragico, parrebbe che le più certe menzioni del bosco facessero sempre riferimento al nome Seléni. Alcuni indizi degni di nota possiamo ricavarli dagli atti di una causa che il Comune di Lanusei ha intentato con alcuni cittadini del luogo relativa a questo sito. Durante questa causa, risalente al 1842, il nome viene spesso citato sotto le forme di Santa Seleni, S’Eleni o Seleni. Un’ipotesi percorribile potrebbe essere quella che in prossimità del bosco esistesse un tempio in onore di Sant’ Elena. In Sardegna se ne contano 267. Emblematico è il fatto che nel territorio di Gairo, i cui confini sono a ridosso del bosco, troviamo una fontana chiamata Sa Funtana de Sant’Eleni, (la fontana di Sant’Elena).

bosco seleni - lanusei - ogliastra
Bosco Seleni - Lanusei - Ogliastra

Sull’etimologia del nome Seléni si è molto dibattuto ma non abbiamo ad oggi nessuna certezza. Per molti commentatori trarrebbe origine da quello della titanide greca Selene, dea della Luna, in una suggestiva connessione tra il luogo e antichi culti lunari. Come però ci indicano alcune fonti scritte riportate dall’illustre Generale Angelino Usai nell’opera proprio dedicata all’omonimo complesso nuragico, parrebbe che le più certe menzioni del bosco facessero sempre riferimento al nome Seléni. Alcuni indizi degni di nota possiamo ricavarli dagli atti di una causa che il Comune di Lanusei ha intentato con alcuni cittadini del luogo relativa a questo sito. Durante questa causa, risalente al 1842, il nome viene spesso citato sotto le forme di Santa Seleni, S’Eleni o Seleni. Un’ipotesi percorribile potrebbe essere quella che in prossimità del bosco esistesse un tempio in onore di Sant’ Elena. In Sardegna se ne contano 267. Emblematico è il fatto che nel territorio di Gairo, i cui confini sono a ridosso del bosco, troviamo una fontana chiamata Sa Funtana de Sant’Eleni, (la fontana di Sant’Elena).

bosco seleni - lanusei - ogliastra

Sull’etimologia del nome Seléni si è molto dibattuto ma non abbiamo ad oggi nessuna certezza. Per molti commentatori trarrebbe origine da quello della titanide greca Selene, dea della Luna, in una suggestiva connessione tra il luogo e antichi culti lunari. Come però ci indicano alcune fonti scritte riportate dall’illustre Generale Angelino Usai nell’opera proprio dedicata all’omonimo complesso nuragico, parrebbe che le più certe menzioni del bosco facessero sempre riferimento al nome Seléni. Alcuni indizi degni di nota possiamo ricavarli dagli atti di una causa che il Comune di Lanusei ha intentato con alcuni cittadini del luogo relativa a questo sito. Durante questa causa, risalente al 1842, il nome viene spesso citato sotto le forme di Santa Seleni, S’Eleni o Seleni. Un’ipotesi percorribile potrebbe essere quella che in prossimità del bosco esistesse un tempio in onore di Sant’ Elena. In Sardegna se ne contano 267. Emblematico è il fatto che nel territorio di Gairo, i cui confini sono a ridosso del bosco, troviamo una fontana chiamata Sa Funtana de Sant’Eleni, (la fontana di Sant’Elena).

chiesetta campestre san cosimo e damiano - lanusei - ogliastra

Lo stretto rapporto che esisteva tra questi luoghi e i culti legati alla religiosità si perde nel tempo. Basti pensare alle due meravigliose tombe dei giganti presenti nella piana e al relativo culto dei morti. È come se il Seléni custodisse l’anima autentica degli uomini che da millenni abitano tale territorio. Un legame profondo e sacrale che investe alla stessa maniera le due chiese campestri dedicate rispettivamente ai Santi Cosma e Damiano e a Maria Ausiliatrice. Questi luoghi in occasione della ricorrenza legata al santo si colorano degli ornamenti delle feste e diventano teatro di canti tradizionali e di eleganti danze al ritmo frenetico degli organetti. Il Seleni è storicamente luogo di distensione e convivialità. La grande quantità dei caratteristici tavoli in granito che si possono tranquillamente adoperare per un pic-nic o uno “spuntino” in compagnia lo dimostra. Quasi sempre nelle vicinanze di un camino in pietra in cui poter accendere responsabilmente un fuoco, è usuale trovarli imbanditi di carni locali arrostite, formaggi, salumi e dolci tipici, il tutto accompagnato rigorosamente da un corposo cannonau.

Chiesa di San Cosimo - Sa Lolla - Lanusei - Ogliastra - Bosco Seleni

Lo stretto rapporto che esisteva tra questi luoghi e i culti legati alla religiosità si perde nel tempo. Basti pensare alle due meravigliose tombe dei giganti presenti nella piana e al relativo culto dei morti. È come se il Seléni custodisse l’anima autentica degli uomini che da millenni abitano tale territorio. Un legame profondo e sacrale che investe alla stessa maniera le due chiese campestri dedicate rispettivamente ai Santi Cosma e Damiano e a Maria Ausiliatrice. Questi luoghi in occasione della ricorrenza legata al santo si colorano degli ornamenti delle feste e diventano teatro di canti tradizionali e di eleganti danze al ritmo frenetico degli organetti. Il Seleni è storicamente luogo di distensione e convivialità. La grande quantità dei caratteristici tavoli in granito che si possono tranquillamente adoperare per un pic-nic o uno “spuntino” in compagnia lo dimostra. Quasi sempre nelle vicinanze di un camino in pietra in cui poter accendere responsabilmente un fuoco, è usuale trovarli imbanditi di carni locali arrostite, formaggi, salumi e dolci tipici, il tutto accompagnato rigorosamente da un corposo cannonau.

Chiesa campestre di San Cosma e Damiano - Lanusei - Ogliastra

Lo stretto rapporto che esisteva tra questi luoghi e i culti legati alla religiosità si perde nel tempo. Basti pensare alle due meravigliose tombe dei giganti presenti nella piana e al relativo culto dei morti. È come se il Seléni custodisse l’anima autentica degli uomini che da millenni abitano tale territorio. Un legame profondo e sacrale che investe alla stessa maniera le due chiese campestri dedicate rispettivamente ai Santi Cosma e Damiano e a Maria Ausiliatrice. Questi luoghi in occasione della ricorrenza legata al santo si colorano degli ornamenti delle feste e diventano teatro di canti tradizionali e di eleganti danze al ritmo frenetico degli organetti. Il Seleni è storicamente luogo di distensione e convivialità. La grande quantità dei caratteristici tavoli in granito che si possono tranquillamente adoperare per un pic-nic o uno “spuntino” in compagnia lo dimostra. Quasi sempre nelle vicinanze di un camino in pietra in cui poter accendere responsabilmente un fuoco, è usuale trovarli imbanditi di carni locali arrostite, formaggi, salumi e dolci tipici, il tutto accompagnato rigorosamente da un corposo cannonau.

Una classica giornata al bosco si apprezza ancor di più con una bella camminata all’ombra delle sue chiome. Dalla piana del Seleni sono tanti i percorsi che si diramano verso valle fino al centro abitato o verso le aree ancora più interne risalendo il Monte Tricoli o il Monte Armidda, casa dell’Osservatorio Astronomico “Ferdinando Caliumi“.

All’interno del bosco, lungo un sentiero che si sviluppa verso la parte finale della piana, in direzione del centro abitato, c’è un luogo sconosciuto ai più circondato da un’aurea di fascino e mistero. Parliamo della cosiddetta Grutta de Cristolu Locci. In questo luogo che viene identificato con una grotta non carsica al di sotto di una grossa conca in granito affacciata sull’ombrosa valle di Abba Frida, pare sia stato giustiziato, sfruttando l’altezza della rupe che essa crea, un certo Cristoforo Locci, bandito latitante particolarmente pericoloso. A incoraggiare la fantasia popolare sono stati sicuramente alcuni ritrovamenti ossei avvenuti al di sotto del monolite. Tradizione orale a parte, sappiamo invece con certezza che sul finire del XIX tale sito fosse utilizzato ripetutamente come nascondiglio da parte di alcuni famosi banditi che qui trovarono rifugio sicuro per sottrarsi alla giustizia.

sa grutta de cristolu locci - bosco seleni - lanusei - ogliastra
Sa Grutta de Cristolu Locci - Bosco Seleni - Lanusei - Ogliastra

Una classica giornata al bosco si apprezza ancor di più con una bella camminata all’ombra delle sue chiome. Dalla piana del Seleni sono tanti i percorsi che si diramano verso valle fino al centro abitato o verso le aree ancora più interne risalendo il Monte Tricoli o il Monte Armidda, casa dell’Osservatorio Astronomico “Ferdinando Caliumi“.

All’interno del bosco, lungo un sentiero che si sviluppa verso la parte finale della piana, in direzione del centro abitato, c’è un luogo sconosciuto ai più circondato da un’aurea di fascino e mistero. Parliamo della cosiddetta Grutta de Cristolu Locci. In questo luogo che viene identificato con una grotta non carsica al di sotto di una grossa conca in granito affacciata sull’ombrosa valle di Abba Frida, pare sia stato giustiziato, sfruttando l’altezza della rupe che essa crea, un certo Cristoforo Locci, bandito latitante particolarmente pericoloso. A incoraggiare la fantasia popolare sono stati sicuramente alcuni ritrovamenti ossei avvenuti al di sotto del monolite. Tradizione orale a parte, sappiamo invece con certezza che sul finire del XIX tale sito fosse utilizzato ripetutamente come nascondiglio da parte di alcuni famosi banditi che qui trovarono rifugio sicuro per sottrarsi alla giustizia.

sa grutta de cristolu locci - bosco seleni - lanusei - ogliastra

Una classica giornata al bosco si apprezza ancor di più con una bella camminata all’ombra delle sue chiome. Dalla piana del Seleni sono tanti i percorsi che si diramano verso valle fino al centro abitato o verso le aree ancora più interne risalendo il Monte Tricoli o il Monte Armidda, casa dell’Osservatorio Astronomico “Ferdinando Caliumi“.

All’interno del bosco, lungo un sentiero che si sviluppa verso la parte finale della piana, in direzione del centro abitato, c’è un luogo sconosciuto ai più circondato da un’aurea di fascino e mistero. Parliamo della cosiddetta Grutta de Cristolu Locci. In questo luogo che viene identificato con una grotta non carsica al di sotto di una grossa conca in granito affacciata sull’ombrosa valle di Abba Frida, pare sia stato giustiziato, sfruttando l’altezza della rupe che essa crea, un certo Cristoforo Locci, bandito latitante particolarmente pericoloso. A incoraggiare la fantasia popolare sono stati sicuramente alcuni ritrovamenti ossei avvenuti al di sotto del monolite. Tradizione orale a parte, sappiamo invece con certezza che sul finire del XIX tale sito fosse utilizzato ripetutamente come nascondiglio da parte di alcuni famosi banditi che qui trovarono rifugio sicuro per sottrarsi alla giustizia.

Bosco di Seleni:
un patrimonio naturalistico da preservare

Bosco di Seleni: un patrimonio naturalistico da preservare

Bosco di Seleni: un patrimonio naturalistico da preservare

bosco seleni - lanusei - ogliastra

Di Rino Giotta

La compagine forestale di Seleni, quasi tutta di proprietà del Comune di Lanusei, è rappresentata per la maggior parte da possenti alberi di alto fusto di leccio (Quercus ilex) a densità colma e riproduce il tipo di vegetazione più diffuso e caratteristico in Sardegna. Nell’Isola questo tipo di formazione forestale un tempo era molto più estesa e ricopriva buona parte del suo territorio trovando il suo ambiente idoneo dal livello del mare fino a quote di 1.400 metri circa.

Con la dominazione piemontese, inizialmente, l’assetto del mondo rurale rimase immutato, poi la politica innovatrice attuata dal Ministro Bogino, diede vita ad un intenso sfruttamento delle risorse locali (minerarie e forestali) in nome del progresso e della modernizzazione. 

Bosco di Seleni- Lanusei - Ogliastra

Di Rino Giotta

La compagine forestale di Seleni, quasi tutta di proprietà del Comune di Lanusei, è rappresentata per la maggior parte da possenti alberi di alto fusto di leccio (Quercus ilex) a densità colma e riproduce il tipo di vegetazione più diffuso e caratteristico in Sardegna. Nell’Isola questo tipo di formazione forestale un tempo era molto più estesa e ricopriva buona parte del suo territorio trovando il suo ambiente idoneo dal livello del mare fino a quote di 1.400 metri circa.

Con la dominazione piemontese, inizialmente, l’assetto del mondo rurale rimase immutato, poi la politica innovatrice attuata dal Ministro Bogino, diede vita ad un intenso sfruttamento delle risorse locali (minerarie e forestali) in nome del progresso e della modernizzazione. 

bosco seleni - lanusei - ogliastra

Di Rino Giotta

La compagine forestale di Seleni, quasi tutta di proprietà del Comune di Lanusei, è rappresentata per la maggior parte da possenti alberi di alto fusto di leccio (Quercus ilex) a densità colma e riproduce il tipo di vegetazione più diffuso e caratteristico in Sardegna. Nell’Isola questo tipo di formazione forestale un tempo era molto più estesa e ricopriva buona parte del suo territorio trovando il suo ambiente idoneo dal livello del mare fino a quote di 1.400 metri circa.

Con la dominazione piemontese, inizialmente, l’assetto del mondo rurale rimase immutato, poi la politica innovatrice attuata dal Ministro Bogino, diede vita ad un intenso sfruttamento delle risorse locali (minerarie e forestali) in nome del progresso e della modernizzazione.

La copertura boschiva sino alla metà del ‘700 era, per estensione, di tutto rispetto ed interessava praticamente tutto il territorio regionale. I boschi del Goceano si univano a nord con quelli della Gallura, ad ovest con quelli di S. Leonardo e Scano Montiferro, ed infine a est e a sud con quelli della Barbagia, dell’Ogliastra e del Gerrei.

I maggiori danneggiamenti risalgono agli ultimi due secoli quando la maggior parte dei boschi è stata oggetto di tagli selvaggi e sconsiderati che ne hanno seriamente compromessa la loro stessa sopravvivenza. Oggi sono davvero poche le aree boscate integre sopravvissute all’assalto dell’uomo. I tagli servivano per l’approvvigionamento di materiali legnosi molto vari: paleria per puntellare i cunicoli delle miniere, traversine ferroviarie, legna da ardere per uso domestico o per ricavarne carbone. 

bosco seleni - lanusei - ogliastra
Bosco di Seleni- Lanusei - Ogliastra

La copertura boschiva sino alla metà del ‘700 era, per estensione, di tutto rispetto ed interessava praticamente tutto il territorio regionale. I boschi del Goceano si univano a nord con quelli della Gallura, ad ovest con quelli di S. Leonardo e Scano Montiferro, ed infine a est e a sud con quelli della Barbagia, dell’Ogliastra e del Gerrei.

I maggiori danneggiamenti risalgono agli ultimi due secoli quando la maggior parte dei boschi è stata oggetto di tagli selvaggi e sconsiderati che ne hanno seriamente compromessa la loro stessa sopravvivenza. Oggi sono davvero poche le aree boscate integre sopravvissute all’assalto dell’uomo. I tagli servivano per l’approvvigionamento di materiali legnosi molto vari: paleria per puntellare i cunicoli delle miniere, traversine ferroviarie, legna da ardere per uso domestico o per ricavarne carbone. 

bosco seleni - lanusei - ogliastra

La copertura boschiva sino alla metà del ‘700 era, per estensione, di tutto rispetto ed interessava praticamente tutto il territorio regionale. I boschi del Goceano si univano a nord con quelli della Gallura, ad ovest con quelli di S. Leonardo e Scano Montiferro, ed infine a est e a sud con quelli della Barbagia, dell’Ogliastra e del Gerrei.

I maggiori danneggiamenti risalgono agli ultimi due secoli quando la maggior parte dei boschi è stata oggetto di tagli selvaggi e sconsiderati che ne hanno seriamente compromessa la loro stessa sopravvivenza. Oggi sono davvero poche le aree boscate integre sopravvissute all’assalto dell’uomo. I tagli servivano per l’approvvigionamento di materiali legnosi molto vari: paleria per puntellare i cunicoli delle miniere, traversine ferroviarie, legna da ardere per uso domestico o per ricavarne carbone. 

bosco seleni - lanusei - ogliastra

All’interno del parco di Seleni, per esempio, c’è quella che, da indagini storiche, risulta essere una dispensa costruita da carbonai pisani ai primi del 900. La particolarità di questa presunta dispensa è che si trova di fronte alla tomba dei giganti Seleni II, da cui i carbonai hanno forse tratto le pietre necessarie alla sua costruzione. Questa vicinanza, però, fa sorgere anche il dubbio che il piccolo edificio, di pianta rettangolare, non fosse in origine un tempietto a megaron, rimaneggiato dagli operai pisani per i loro scopi. Soltanto un’accurata indagine di scavo potrebbe dirci qual è la verità.

Il bosco Seleni è in gran parte scampato a questo sciagurato destino. Oggi la gente del posto lo guarda con sentimento di particolare amorevolezza e ne ammira la maestosità, la vastità e la bellezza. 

Monte Tricoli visto dal Gennacili - Bosco Seleni - Lanusei

All’interno del parco di Seleni, per esempio, c’è quella che, da indagini storiche, risulta essere una dispensa costruita da carbonai pisani ai primi del 900. La particolarità di questa presunta dispensa è che si trova di fronte alla tomba dei giganti Seleni II, da cui i carbonai hanno forse tratto le pietre necessarie alla sua costruzione. Questa vicinanza, però, fa sorgere anche il dubbio che il piccolo edificio, di pianta rettangolare, non fosse in origine un tempietto a megaron, rimaneggiato dagli operai pisani per i loro scopi. Soltanto un’accurata indagine di scavo potrebbe dirci qual è la verità.

Il bosco Seleni è in gran parte scampato a questo sciagurato destino. Oggi la gente del posto lo guarda con sentimento di particolare amorevolezza e ne ammira la maestosità, la vastità e la bellezza. 

bosco seleni - lanusei - ogliastra

All’interno del parco di Seleni, per esempio, c’è quella che, da indagini storiche, risulta essere una dispensa costruita da carbonai pisani ai primi del 900. La particolarità di questa presunta dispensa è che si trova di fronte alla tomba dei giganti Seleni II, da cui i carbonai hanno forse tratto le pietre necessarie alla sua costruzione. Questa vicinanza, però, fa sorgere anche il dubbio che il piccolo edificio, di pianta rettangolare, non fosse in origine un tempietto a megaron, rimaneggiato dagli operai pisani per i loro scopi. Soltanto un’accurata indagine di scavo potrebbe dirci qual è la verità.

Il bosco Seleni è in gran parte scampato a questo sciagurato destino. Oggi la gente del posto lo guarda con sentimento di particolare amorevolezza e ne ammira la maestosità, la vastità e la bellezza. 

L’attuale grado di naturalezza del bosco, cui concorrono vari elementi (adeguata piovosità, substrato granitico, altitudine media, inalterata struttura della biocenosi), consente la presenza di ambienti chiusi e ombrosi all’interno dei quali è anche possibile rinvenire rare e interessanti specie d’interesse botanico. La fanno da padrone le tipiche specie cosiddette mesofile o ombrofile quali il ciclamino, il pungitopo, ecc.

Un occhio attento ed esperto può riconoscere alcune rare specie prive di clorofilla quali Monotropa hypopitys, Orobanche denudata, Limodorum abortivum e Neottia nidus-avis. Queste ultime tre appartengono alla famiglia delle orchidee spontanee di cui la Sardegna vanta numerose specie e molti endemismi. È possibile ancora rinvenire altre rare orchidee quali Dactylorhiza insularis, Epipactis exilis, E. microphylla, E. helleborine, Orchis provincialis, Dactylorhiza insularis, Neotinea maculata, ecc. Non mancano specie di pregiati funghi particolarmente apprezzati dalla popolazione locale. 

Foto di Marcello Piccitto

L’attuale grado di naturalezza del bosco, cui concorrono vari elementi (adeguata piovosità, substrato granitico, altitudine media, inalterata struttura della biocenosi), consente la presenza di ambienti chiusi e ombrosi all’interno dei quali è anche possibile rinvenire rare e interessanti specie d’interesse botanico. La fanno da padrone le tipiche specie cosiddette mesofile o ombrofile quali il ciclamino, il pungitopo, ecc.

Un occhio attento ed esperto può riconoscere alcune rare specie prive di clorofilla quali Monotropa hypopitys, Orobanche denudata, Limodorum abortivum e Neottia nidus-avis. Queste ultime tre appartengono alla famiglia delle orchidee spontanee di cui la Sardegna vanta numerose specie e molti endemismi. È possibile ancora rinvenire altre rare orchidee quali Dactylorhiza insularis, Epipactis exilis, E. microphylla, E. helleborine, Orchis provincialis, Dactylorhiza insularis, Neotinea maculata, ecc. Non mancano specie di pregiati funghi particolarmente apprezzati dalla popolazione locale. 

Foto di Marcello Piccitto

L’attuale grado di naturalezza del bosco, cui concorrono vari elementi (adeguata piovosità, substrato granitico, altitudine media, inalterata struttura della biocenosi), consente la presenza di ambienti chiusi e ombrosi all’interno dei quali è anche possibile rinvenire rare e interessanti specie d’interesse botanico. La fanno da padrone le tipiche specie cosiddette mesofile o ombrofile quali il ciclamino, il pungitopo, ecc.

Un occhio attento ed esperto può riconoscere alcune rare specie prive di clorofilla quali Monotropa hypopitys, Orobanche denudata, Limodorum abortivum e Neottia nidus-avis. Queste ultime tre appartengono alla famiglia delle orchidee spontanee di cui la Sardegna vanta numerose specie e molti endemismi. È possibile ancora rinvenire altre rare orchidee quali Dactylorhiza insularis, Epipactis exilis, E. microphylla, E. helleborine, Orchis provincialis, Dactylorhiza insularis, Neotinea maculata, ecc. Non mancano specie di pregiati funghi particolarmente apprezzati dalla popolazione locale. 

Foto di Marcello Piccitto

Bosco Seleni di Lanusei.
Quando l’inclusività abbraccia natura, arte e storia.

Bosco Seleni di Lanusei. Quando l’inclusività abbraccia natura, arte e storia.

Bosco Seleni di Lanusei. Quando l’inclusività abbraccia natura, arte e storia.

Fantabosco - Bosco Seleni - Lanusei - Ogliastra

Il lavoro continuativo che amministrazioni,  cooperative, associazioni e cittadini di Lanusei hanno portato avanti negli anni, sta trasformando sempre più il Parco di Seleni in un luogo in cui l’inclusività si sposa con la storia, la natura, l’arte e lo sport.

Il Seleni è infatti un luogo perfetto per praticare attività all’aria aperta come joggingbikingtrekkingclimbingbasket. La lista è lunga. La purezza dell’aria unita a una natura dirompente creano una cornice perfetta in cui poter trascorrere del tempo nel totale relax.

Per i più piccoli ad esempio, sono previste due aree attrezzate una è quella del Fantabosco che permette loro di potersi cimentare, sotto la supervisione dei più grandi, con una vera e propria parete d’arrampicata; l’altra è l’area giochi posta all’inizio della piana in cui i bambini possono giocare e divertirsi in totale sicurezza.

Fantabosco - Bosco Seleni - Lanusei - Ogliastra

Il lavoro continuativo che amministrazioni,  cooperative, associazioni e cittadini di Lanusei hanno portato avanti negli anni, sta trasformando sempre più il Parco di Seleni in un luogo in cui l’inclusività si sposa con la storia, la natura, l’arte e lo sport.

Il Seleni è infatti un luogo perfetto per praticare attività all’aria aperta come joggingbikingtrekkingclimbingbasket. La lista è lunga. La purezza dell’aria unita a una natura dirompente creano una cornice perfetta in cui poter trascorrere del tempo nel totale relax.

Per i più piccoli ad esempio, sono previste due aree attrezzate una è quella del Fantabosco che permette loro di potersi cimentare, sotto la supervisione dei più grandi, con una vera e propria parete d’arrampicata; l’altra è l’area giochi posta all’inizio della piana in cui i bambini possono giocare e divertirsi in totale sicurezza.

fantabosco - bosco seleni - lanusei - ogliastra

Il lavoro continuativo che amministrazioni,  cooperative, associazioni e cittadini di Lanusei hanno portato avanti negli anni, sta trasformando sempre più il Parco di Seleni in un luogo in cui l’inclusività si sposa con la storia, la natura, l’arte e lo sport.

Il Seleni è infatti un luogo perfetto per praticare attività all’aria aperta come joggingbikingtrekkingclimbingbasket. La lista è lunga. La purezza dell’aria unita a una natura dirompente creano una cornice perfetta in cui poter trascorrere del tempo nel totale relax.

Per i più piccoli ad esempio, sono previste due aree attrezzate una è quella del Fantabosco che permette loro di potersi cimentare, sotto la supervisione dei più grandi, con una vera e propria parete d’arrampicata; l’altra è l’area giochi posta all’inizio della piana in cui i bambini possono giocare e divertirsi in totale sicurezza.

Un altro passo verso l’inclusività del parco è il sentiero denominato Àndala Segùra, un percorso cordato di circa 1600 m accessibile a persone con disabilità psico-fisica. Il percorso è dotato di batti-bastone, pannelli tattili con tag NFC in inglese e italiano tradotti in Braille Italiano e cartelli in CAA, comunicazione alternativa aumentata per persone con disturbo dello spettro autistico. La camminata si sviluppa attraverso le due tombe dei giganti, il Complesso di Gennacili e il punto panoramico conosciuto come Sa Furca ‘e Sa Pruna in cui ammirare un’inaspettata installazione dell’artista Stefania Lai. Un’altra opera d’arte, o meglio di “pop-art arcaica”, che contorna il percorso, è il maestoso Bic-Bronzetto, donato al parco dall’artista Valerio Pisano, posizionato lungo la piana del Seleni.

Altro importante servizio che rende i siti archeologici totalmente accessibili a chi ha particolari deficit motori, sono i tricicli elettrici  per percorsi off-road messi a disposizione dal Comune di Lanusei attraverso la postazione della Cooperativa La Nuova Luna.

Andala Segura - Bosco Seleni - Lanusei - Ogliastra
Andala Segura - Bosco Seleni - Lanusei - Ogliastra

Un altro passo verso l’inclusività del parco è il sentiero denominato Àndala Segùra, un percorso cordato di circa 1600 m accessibile a persone con disabilità psico-fisica. Il percorso è dotato di batti-bastone, pannelli tattili con tag NFC in inglese e italiano tradotti in Braille Italiano e cartelli in CAA, comunicazione alternativa aumentata per persone con disturbo dello spettro autistico. La camminata si sviluppa attraverso le due tombe dei giganti, il Complesso di Gennacili e il punto panoramico conosciuto come Sa Furca ‘e Sa Pruna in cui ammirare un’inaspettata installazione dell’artista Stefania Lai. Un’altra opera d’arte, o meglio di “pop-art arcaica”, che contorna il percorso, è il maestoso Bic-Bronzetto, donato al parco dall’artista Valerio Pisano, posizionato lungo la piana del Seleni.

Altro importante servizio che rende i siti archeologici totalmente accessibili a chi ha particolari deficit motori, sono i tricicli elettrici  per percorsi off-road messi a disposizione dal Comune di Lanusei attraverso la postazione della Cooperativa La Nuova Luna.

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Un altro passo verso l’inclusività del parco è il sentiero denominato Àndala Segùra, un percorso cordato di circa 1600 m accessibile a persone con disabilità psico-fisica. Il percorso è dotato di batti-bastone, pannelli tattili con tag NFC in inglese e italiano tradotti in Braille Italiano e cartelli in CAA, comunicazione alternativa aumentata per persone con disturbo dello spettro autistico. La camminata si sviluppa attraverso le due tombe dei giganti, il Complesso di Gennacili e il punto panoramico conosciuto come Sa Furca ‘e Sa Pruna in cui ammirare un’inaspettata installazione dell’artista Stefania Lai. Un’altra opera d’arte, o meglio di “pop-art arcaica”, che contorna il percorso, è il maestoso Bic-Bronzetto, donato al parco dall’artista Valerio Pisano, posizionato lungo la piana del Seleni.

Altro importante servizio che rende i siti archeologici totalmente accessibili a chi ha particolari deficit motori, sono i tricicli elettrici  per percorsi off-road messi a disposizione dal Comune di Lanusei attraverso la postazione della Cooperativa La Nuova Luna.