Nur Archeopark
l’Archeoparco sulla Sardegna Nuragica

Nur Archeopark
l’Archeoparco sulla Sardegna Nuragica

Nur Archeopark
l’Archeoparco sulla Sardegna Nuragica

La Civiltà Nuragica per bambini e adulti, nel primo Archeoparco della Sardegna

Il Nur Archeopark è un parco didattico per tutte le età che racconta la Storia Antica della Sardegna all’interno della meravigliosa cornice naturale del Bosco Seleni di Lanusei. Il parco sorge nei pressi del famoso complesso nuragico di Seleni, tra i siti archeologici della Sardegna Orientale più conosciuti e apprezzati.

La visita al Nur Archeopark si sviluppa attraverso 15 punti di interesse che ripercorrono la Preistoria e la Storia Antica della Sardegna in maniera moderna e innovativa. Scoprirete i misteri della Civiltà Nuragica in un percorso immersivo fatto di riproduzioni a dimensione reale di edifici, monumenti e manufatti dell’antichità sarda.

Vivrete in prima persona le attività e le abitudini del passato con l’obiettivo di imparare sperimentando. Tutte le unità introduttive e gli hotspot sono realizzati con il contributo scientifico di illustri studiosi sardi e internazionali e sono fruibili in tre lingue (sardo, italiano, inglese). Dal bambino al centenario, dall’appassionato di storia e archeologia alla scolaresca. Toccherete con mano un passato ricco di sorprese e curiosità inaspettate, immergendovi nel verde di un bosco secolare. Riscoprirete una storia meravigliosa che attraverso i millenni, si rivela, giorno dopo giorno, sempre più avvincente. 

La Civiltà Nuragica per bambini e adulti, nel primo Archeoparco della Sardegna

Il Nur Archeopark è un parco didattico per tutte le età che racconta la Storia Antica della Sardegna all’interno della meravigliosa cornice naturale del Bosco Seleni di Lanusei. Il parco sorge nei pressi del famoso complesso nuragico di Seleni, tra i siti archeologici della Sardegna Orientale più conosciuti e apprezzati.

La visita al Nur Archeopark si sviluppa attraverso 15 punti di interesse che ripercorrono la Preistoria e la Storia Antica della Sardegna in maniera moderna e innovativa. Scoprirete i misteri della Civiltà Nuragica in un percorso immersivo fatto di riproduzioni a dimensione reale di edifici, monumenti e manufatti dell’antichità sarda.

Vivrete in prima persona le attività e le abitudini del passato con l’obiettivo di imparare sperimentando. Tutte le unità introduttive e gli hotspot sono realizzati con il contributo scientifico di illustri studiosi sardi e internazionali e sono fruibili in tre lingue (sardo, italiano, inglese). Dal bambino al centenario, dall’appassionato di storia e archeologia alla scolaresca. Toccherete con mano un passato ricco di sorprese e curiosità inaspettate, immergendovi nel verde di un bosco secolare. Riscoprirete una storia meravigliosa che attraverso i millenni, si rivela, giorno dopo giorno, sempre più avvincente. 

La Civiltà Nuragica per bambini e adulti, nel primo Archeoparco della Sardegna

Il Nur Archeopark è un parco didattico per tutte le età che racconta la Storia Antica della Sardegna all’interno della meravigliosa cornice naturale del Bosco Seleni di Lanusei. Il parco sorge nei pressi del famoso complesso nuragico di Seleni, tra i siti archeologici della Sardegna Orientale più conosciuti e apprezzati.

La visita al Nur Archeopark si sviluppa attraverso 15 punti di interesse che ripercorrono la Preistoria e la Storia Antica della Sardegna in maniera moderna e innovativa. Scoprirete i misteri della Civiltà Nuragica in un percorso immersivo fatto di riproduzioni a dimensione reale di edifici, monumenti e manufatti dell’antichità sarda.

Vivrete in prima persona le attività e le abitudini del passato con l’obiettivo di imparare sperimentando. Tutte le unità introduttive e gli hotspot sono realizzati con il contributo scientifico di illustri studiosi sardi e internazionali e sono fruibili in tre lingue (sardo, italiano, inglese). Dal bambino al centenario, dall’appassionato di storia e archeologia alla scolaresca. Toccherete con mano un passato ricco di sorprese e curiosità inaspettate, immergendovi nel verde di un bosco secolare. Riscoprirete una storia meravigliosa che attraverso i millenni, si rivela, giorno dopo giorno, sempre più avvincente. 

Biglietti

Visite guidate: intero € 12 ridotto € 6
Visite autonome: intero € 9 ridotto € 6
Gift Card: personalizzabile

Orari

Visite guidate: alle 11.00 e alle 17.00 Visita autonoma: mar – dom 9.30 – 19.30 Lunedì: chiuso

Biglietti

Visite guidate: intero € 12 ridotto € 6
Visite autonome: intero € 9 ridotto € 6
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Orari

Visite guidate: alle 11.00 e alle 17.00
Visita autonoma
:
mar – dom 9.30 – 19.30
Lunedì:
chiuso

Biglietti

Visite guidate: intero € 12 ridotto € 6
Visite autonome: intero € 9 ridotto € 6
Gift Card: personalizzabile

Orari

Visite guidate: alle 11.00 e alle 17.00
Visita autonoma
:
mar – dom 9.30 – 19.30
Lunedì:
chiuso

Un cammino nella storia

La Sardegna antica: un enigma archeologico

RIproduzione del relitto sommerso di Uluburun - Nur archeopark - Lanusei - Nuragic Experience

La Sardegna antica: un enigma archeologico

Nur Archeopark - Nuragic Experience - Lanusei - Ogliastra

La Sardegna antica: un enigma archeologico

riproduzione relitto uluburun - nur archeopark - lanusei - ogliastra

Archeologia della Sardegna in cifre

1/5 dei siti archeologici di tutta Italia (dati ISTAT)

0
Nuraghi
0
Domus de Janas
0
Menhir
0
Siti archeologici
0
Aree archeologiche

Densità Nuragica (Nuraghi/㎢)

Il patrimonio archeologico della Sardegna è imponente, rappresenta una sedimentazione unica di culture e tradizioni susseguitesi nel corso dei millenni. Basti pensare che circa un quinto di tutte le aree e siti archeologici censiti in Italia si trovano sull’isola. Questo tesoro ci racconta la storia degli uomini che l’hanno abitata e ci parla delle numerose civiltà che sin dai tempi più remoti vi hanno messo piede. Un patrimonio che ci aiuta a comprendere meglio le vicende di quei misteriosi “Popoli del Mare” che solcarono il bacino del Mediterraneo verso la fine dell’Età del Bronzo.

Ogni rovina, ogni reperto, descrive la grandezza e la complessità di un passato che ci consegna, rivelandosi, tanti affascinanti enigmi. La Sardegna antica rappresenta infatti un vero e proprio mistero archeologico che si compone di una lunga serie di quesiti ai quali, ancora, non sappiamo rispondere con precisione. Quale fosse il ruolo delle popolazioni nuragiche nel Mediterraneo è un tema che ha acceso un dibattito intenso. L’effettiva identificazione degli Shardana con la civiltà dei nuraghi ha appassionato e continua ad appassionare ricercatori di tutto il mondo, generando una varietà di posizioni differenti. Possiamo dire con certezza però che gli studi più recenti ci raccontano una Sardegna sempre più protagonista e centrale nello scenario antico del Mar Mediterraneo.

Gli antichi sardi costruirono infatti una fitta rete di scambi commerciali e culturali contribuendo in maniera attiva alle vicende del loro tempo attraverso una cultura complessa e moderna. Al Nur Archeopark vi racconteremo questa storia avvincente cercando di proporvi i punti di vista più autorevoli e comprovati. Vi forniremo gli strumenti utili per avvicinarvi a questi interrogativi affascinanti in un percorso coinvolgente che unirà scienza e sperimentazione diretta.

Archeologia
della Sardegna in cifre

1/5 dei siti archeologici di tutta Italia (dati ISTAT)

0
Nuraghi
0
Domus de Janas
0
Menhir
0
Siti archeologici
0
Aree archeologiche

Densità Nuragica (Nuraghi/㎢)

Il patrimonio archeologico della Sardegna è imponente, rappresenta una sedimentazione unica di culture e tradizioni susseguitesi nel corso dei millenni. Basti pensare che circa un quinto di tutte le aree e siti archeologici censiti in Italia si trovano sull’isola. Questo tesoro ci racconta la storia degli uomini che l’hanno abitata e ci parla delle numerose civiltà che sin dai tempi più remoti vi hanno messo piede. Un patrimonio che ci aiuta a comprendere meglio le vicende di quei misteriosi “Popoli del Mare” che solcarono il bacino del Mediterraneo verso la fine dell’Età del Bronzo.

Ogni rovina, ogni reperto, descrive la grandezza e la complessità di un passato che ci consegna, rivelandosi, tanti affascinanti enigmi. La Sardegna antica rappresenta infatti un vero e proprio mistero archeologico che si compone di una lunga serie di quesiti ai quali, ancora, non sappiamo rispondere con precisione. Quale fosse il ruolo delle popolazioni nuragiche nel Mediterraneo è un tema che ha acceso un dibattito intenso. L’effettiva identificazione degli Shardana con la civiltà dei nuraghi ha appassionato e continua ad appassionare ricercatori di tutto il mondo, generando una varietà di posizioni differenti. Possiamo dire con certezza però che gli studi più recenti ci raccontano una Sardegna sempre più protagonista e centrale nello scenario antico del Mar Mediterraneo.

Gli antichi sardi costruirono infatti una fitta rete di scambi commerciali e culturali contribuendo in maniera attiva alle vicende del loro tempo attraverso una cultura complessa e moderna. Al Nur Archeopark vi racconteremo questa storia avvincente cercando di proporvi i punti di vista più autorevoli e comprovati. Vi forniremo gli strumenti utili per avvicinarvi a questi interrogativi affascinanti in un percorso coinvolgente che unirà scienza e sperimentazione diretta.

Archeologia
della Sardegna in cifre

1/5 dei siti archeologici di tutta Italia (dati ISTAT)

0
Nuraghi
0
Domus de Janas
0
Menhir
0
Siti archeologici
0
Aree archeologiche

Densità Nuragica (Nuraghi/㎢)

Il patrimonio archeologico della Sardegna è imponente, rappresenta una sedimentazione unica di culture e tradizioni susseguitesi nel corso dei millenni. Basti pensare che circa un quinto di tutte le aree e siti archeologici censiti in Italia si trovano sull’isola. Questo tesoro ci racconta la storia degli uomini che l’hanno abitata e ci parla delle numerose civiltà che sin dai tempi più remoti vi hanno messo piede. Un patrimonio che ci aiuta a comprendere meglio le vicende di quei misteriosi “Popoli del Mare” che solcarono il bacino del Mediterraneo verso la fine dell’Età del Bronzo.

Ogni rovina, ogni reperto, descrive la grandezza e la complessità di un passato che ci consegna, rivelandosi, tanti affascinanti enigmi. La Sardegna antica rappresenta infatti un vero e proprio mistero archeologico che si compone di una lunga serie di quesiti ai quali, ancora, non sappiamo rispondere con precisione. Quale fosse il ruolo delle popolazioni nuragiche nel Mediterraneo è un tema che ha acceso un dibattito intenso. L’effettiva identificazione degli Shardana con la civiltà dei nuraghi ha appassionato e continua ad appassionare ricercatori di tutto il mondo, generando una varietà di posizioni differenti. Possiamo dire con certezza però che gli studi più recenti ci raccontano una Sardegna sempre più protagonista e centrale nello scenario antico del Mar Mediterraneo.

Gli antichi sardi costruirono infatti una fitta rete di scambi commerciali e culturali contribuendo in maniera attiva alle vicende del loro tempo attraverso una cultura complessa e moderna. Al Nur Archeopark vi racconteremo questa storia avvincente cercando di proporvi i punti di vista più autorevoli e comprovati. Vi forniremo gli strumenti utili per avvicinarvi a questi interrogativi affascinanti in un percorso coinvolgente che unirà scienza e sperimentazione diretta.

Nur Archeopark, una bussola del tempo

500.000 a.C.
Paleolitico
Paleolitico in Sardegna - Mappa del tempo

  Le prime tracce dell’uomo in Sardegna vengono fatte risalire al Paleolitico inferiore (450.000 – 120.000 a.C). Gli ominidi che giunsero nell’isola, all’epoca unita alla Corsica per via della regressione del livello del Mar Tirreno, arrivarono con molta probabilità dalle coste di quella che oggi noi chiamiamo Toscana. Questi ominidi,…
Per saperne di più

10.000 a.C.
Mesolitico
Mesolitico in Sardegna - Mappa del Tempo

  In Sardegna abbiamo due importanti ritrovamenti che testimoniano la vita dell’uomo nel Mesolitico. Uno è quello avvenuto nei pressi della  spiaggia di Su Pistoccu, nel territorio di Arbus, nella Sardegna sud-occidentale. Qui furono rinvenuti due corpi appartenenti ad un uomo e a una donna, ritrovati in posizione fetale, risalenti a…
Per saperne di più

6.000 a. C.
icona - mappa del tempo storia della sardegna - nur archeopark - nuragic experience
Neolitico
neolitico in Sardegna - mappa del tempo

  Il Neolitico segna un momento fondamentale nella storia dell’uomo ovvero la transizione da una vita nomade basata sulla caccia e la raccolta, a una vita stanziale fondata sull’agricoltura e l’allevamento. Uno dei cambiamenti più importanti fu l’abbandono delle grotte e dei rifugi momentanei a favore della costruzione di capanne…
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3.000 a. C.
icona - mappa del tempo storia della sardegna - nur archeopark - nuragic experience
Età del rame
Età del Ferro in Sardegna - mappa del Tempo

  Si colloca in quel periodo che va dal 3200 al 2300 a.C. ed è caratterizzata da una delle scoperte cruciali per la storia dell’uomo: la fusione dei metalli. Gli uomini capirono che metalli come il rame o l’argento se riscaldati a dovere potessero fondere fino allo stato liquido. Una…
Per saperne di più

1.700 a. C.
icona - mappa del tempo storia della sardegna - nur archeopark - nuragic experience
Età del bronzo
età del bronzo in sardegna - mappa del tempo

  Durante l’età del bronzo, a partire dal 1700 a.C., la Sardegna vede l’avvento di una delle civiltà più importanti della sua storia: la civiltà nuragica. Questa civiltà prende il nome dalle grandi torri in pietra che edificò in tutto il territorio dell’isola: i nuraghi. Tali costruzioni che di fatto…
Per saperne di più

1.000 a. C.
icona - mappa del tempo storia della sardegna - nur archeopark - nuragic experience
Età del ferro
L'Età del Ferro in Sardegna - Mappa del tempo

  Nell‘Età del ferro la civiltà nuragica subisce una trasformazione profonda. I nuraghi smettono di essere costruiti. Alcuni verranno abbandonati, molti altri riutilizzati per scopi sacri come il nuraghe Nurdole di Orani. In questo periodo avranno la loro massima espansione i santuari come quelli di Santa Vittoria a Serri o S’arcu e is Forros a Villagrande. Sempre a…
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Nur Archeopark, una bussola del tempo

500.000 a.C.
Paleolitico
Paleolitico in Sardegna - Mappa del tempo

  Le prime tracce dell’uomo in Sardegna vengono fatte risalire al Paleolitico inferiore (450.000 – 120.000 a.C). Gli ominidi che giunsero nell’isola, all’epoca unita alla Corsica per via della regressione del livello del Mar Tirreno, arrivarono con molta probabilità dalle coste di quella che oggi noi chiamiamo Toscana. Questi ominidi,…
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10.000 a.C.
Mesolitico
Mesolitico in Sardegna - Mappa del Tempo

  In Sardegna abbiamo due importanti ritrovamenti che testimoniano la vita dell’uomo nel Mesolitico. Uno è quello avvenuto nei pressi della  spiaggia di Su Pistoccu, nel territorio di Arbus, nella Sardegna sud-occidentale. Qui furono rinvenuti due corpi appartenenti ad un uomo e a una donna, ritrovati in posizione fetale, risalenti a…
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6.000 a. C.
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Neolitico
neolitico in Sardegna - mappa del tempo

  Il Neolitico segna un momento fondamentale nella storia dell’uomo ovvero la transizione da una vita nomade basata sulla caccia e la raccolta, a una vita stanziale fondata sull’agricoltura e l’allevamento. Uno dei cambiamenti più importanti fu l’abbandono delle grotte e dei rifugi momentanei a favore della costruzione di capanne…
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3.000 a. C.
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Età del rame
Età del Ferro in Sardegna - mappa del Tempo

  Si colloca in quel periodo che va dal 3200 al 2300 a.C. ed è caratterizzata da una delle scoperte cruciali per la storia dell’uomo: la fusione dei metalli. Gli uomini capirono che metalli come il rame o l’argento se riscaldati a dovere potessero fondere fino allo stato liquido. Una…
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1.700 a. C.
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Età del bronzo
età del bronzo in sardegna - mappa del tempo

  Durante l’età del bronzo, a partire dal 1700 a.C., la Sardegna vede l’avvento di una delle civiltà più importanti della sua storia: la civiltà nuragica. Questa civiltà prende il nome dalle grandi torri in pietra che edificò in tutto il territorio dell’isola: i nuraghi. Tali costruzioni che di fatto…
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Età del ferro
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  Nell‘Età del ferro la civiltà nuragica subisce una trasformazione profonda. I nuraghi smettono di essere costruiti. Alcuni verranno abbandonati, molti altri riutilizzati per scopi sacri come il nuraghe Nurdole di Orani. In questo periodo avranno la loro massima espansione i santuari come quelli di Santa Vittoria a Serri o S’arcu e is Forros a Villagrande. Sempre a…
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  Le prime tracce dell’uomo in Sardegna vengono fatte risalire al Paleolitico inferiore (450.000 – 120.000 a.C). Gli ominidi che giunsero nell’isola, all’epoca unita alla Corsica per via della regressione del livello del Mar Tirreno, arrivarono con molta probabilità dalle coste di quella che oggi noi chiamiamo Toscana. Questi ominidi,…
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10.000 a.C.
Mesolitico
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  In Sardegna abbiamo due importanti ritrovamenti che testimoniano la vita dell’uomo nel Mesolitico. Uno è quello avvenuto nei pressi della  spiaggia di Su Pistoccu, nel territorio di Arbus, nella Sardegna sud-occidentale. Qui furono rinvenuti due corpi appartenenti ad un uomo e a una donna, ritrovati in posizione fetale, risalenti a…
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  Il Neolitico segna un momento fondamentale nella storia dell’uomo ovvero la transizione da una vita nomade basata sulla caccia e la raccolta, a una vita stanziale fondata sull’agricoltura e l’allevamento. Uno dei cambiamenti più importanti fu l’abbandono delle grotte e dei rifugi momentanei a favore della costruzione di capanne…
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3.000 a. C.
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Età del rame
Età del Ferro in Sardegna - mappa del Tempo

  Si colloca in quel periodo che va dal 3200 al 2300 a.C. ed è caratterizzata da una delle scoperte cruciali per la storia dell’uomo: la fusione dei metalli. Gli uomini capirono che metalli come il rame o l’argento se riscaldati a dovere potessero fondere fino allo stato liquido. Una…
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1.700 a. C.
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Età del bronzo
età del bronzo in sardegna - mappa del tempo

  Durante l’età del bronzo, a partire dal 1700 a.C., la Sardegna vede l’avvento di una delle civiltà più importanti della sua storia: la civiltà nuragica. Questa civiltà prende il nome dalle grandi torri in pietra che edificò in tutto il territorio dell’isola: i nuraghi. Tali costruzioni che di fatto…
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1.000 a. C.
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Età del ferro
L'Età del Ferro in Sardegna - Mappa del tempo

  Nell‘Età del ferro la civiltà nuragica subisce una trasformazione profonda. I nuraghi smettono di essere costruiti. Alcuni verranno abbandonati, molti altri riutilizzati per scopi sacri come il nuraghe Nurdole di Orani. In questo periodo avranno la loro massima espansione i santuari come quelli di Santa Vittoria a Serri o S’arcu e is Forros a Villagrande. Sempre a…
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La Civiltà Nuragica in breve

L’età prenuragica. La “Cultura di Ozieri” e la Capanna di Serra Linta al Nur Archeopark

In Sardegna, ben prima della grande Civiltà Nuragica, era già presente una cultura raffinata, avanzata e cosmopolita. Stiamo parlando della cosiddetta “Cultura di Ozieri” o “Cultura di San Michele“. Questa cultura pre-nuragica si sviluppò in Sardegna tra il 4000 e il 3300 a.C. Deve il suo nome all’importante scoperta di reperti di cultura materiale rinvenuti nella grotta di San Michele, nel territorio di Ozieri (Sassari). In questo periodo, i villaggi erano formati da capanne costruite con un basso muretto di pietra e una copertura di legno, canne o paglia, spesso sigillate con argilla.

La Capanna n. 4 del villaggio di Serra Linta è senza dubbio uno dei ritrovamenti più importanti per quanto riguarda questo tipo di costruzione. Questo edificio è compreso in un insediamento di venti abitazioni che si trova adagiato sul letto del Lago Omodeo, nella provincia di Oristano.

La Civiltà Nuragica in breve

L’età prenuragica. La “Cultura di Ozieri” e la Capanna di Serra Linta al Nur Archeopark

In Sardegna, ben prima della grande Civiltà Nuragica, era già presente una cultura raffinata, avanzata e cosmopolita. Stiamo parlando della cosiddetta “Cultura di Ozieri” o “Cultura di San Michele“. Questa cultura pre-nuragica si sviluppò in Sardegna tra il 4000 e il 3300 a.C. Deve il suo nome all’importante scoperta di reperti di cultura materiale rinvenuti nella grotta di San Michele, nel territorio di Ozieri (Sassari). In questo periodo, i villaggi erano formati da capanne costruite con un basso muretto di pietra e una copertura di legno, canne o paglia, spesso sigillate con argilla.

La Capanna n. 4 del villaggio di Serra Linta è senza dubbio uno dei ritrovamenti più importanti per quanto riguarda questo tipo di costruzione. Questo edificio è compreso in un insediamento di venti abitazioni che si trova adagiato sul letto del Lago Omodeo, nella provincia di Oristano.

La Capanna di Serra Linta - Nur Archeopark

La Civiltà Nuragica in breve

L’età prenuragica. La “Cultura di Ozieri” e la Capanna di Serra Linta al Nur Archeopark

In Sardegna, ben prima della grande Civiltà Nuragica, era già presente una cultura raffinata, avanzata e cosmopolita. Stiamo parlando della cosiddetta “Cultura di Ozieri” o “Cultura di San Michele“. Questa cultura pre-nuragica si sviluppò in Sardegna tra il 4000 e il 3300 a.C. Deve il suo nome all’importante scoperta di reperti di cultura materiale rinvenuti nella grotta di San Michele, nel territorio di Ozieri (Sassari). In questo periodo, i villaggi erano formati da capanne costruite con un basso muretto di pietra e una copertura di legno, canne o paglia, spesso sigillate con argilla.

La Capanna n. 4 del villaggio di Serra Linta è senza dubbio uno dei ritrovamenti più importanti per quanto riguarda questo tipo di costruzione. Questo edificio è compreso in un insediamento di venti abitazioni che si trova adagiato sul letto del Lago Omodeo, nella provincia di Oristano.

riproduzione 1:1 - capanna di serra linta - nur archoepark - lanusei - ogliastra

Come molti degli edifici del tempo, anche questo presenta un ambiente rettangolare con davanti uno spazio semi-circolare. Al suo interno troviamo poi una suddivisione in ambienti più piccoli. La tipologia architettonica utilizzata era nota solamente nell’ambito del cosiddetto ipogeismo funerario, ossia la pratica del ricavare gli ambienti funerari scavando nella roccia. Il caso più famoso è quello della domus de janas denominata “tomba del capo” nella necropoli di Sant’Andrea Priu a Bonorva (Sassari). Il soffitto della parte anteriore di questa tomba preistorica era decorato con un semicerchio e delle linee rette che da esso dipartono. Secondo gli studiosi questo simbolo doveva rappresentare il sole al suo sorgere.

La “nuova” tipologia costruttiva esaminata nella capanna n.4 del complesso permise invece di cogliere un aspetto emblematico delle pratiche funerarie pre-nuragiche. I defunti venivano deposti in ambienti decorati per essere simili alle abitazioni dei vivi, in una sorta di perpetua ciclicità ideale. Al Nur Archeopark potrete ammirare la riproduzione a grandezza naturale della capanna di Serra Linta che oggi giace sul fondale del Lago Omodeo, custodita dalle sue acque.

Come molti degli edifici del tempo, anche questo presenta un ambiente rettangolare con davanti uno spazio semi-circolare. Al suo interno troviamo poi una suddivisione in ambienti più piccoli. La tipologia architettonica utilizzata era nota solamente nell’ambito del cosiddetto ipogeismo funerario, ossia la pratica del ricavare gli ambienti funerari scavando nella roccia. Il caso più famoso è quello della domus de janas denominata “tomba del capo” nella necropoli di Sant’Andrea Priu a Bonorva (Sassari). Il soffitto della parte anteriore di questa tomba preistorica era decorato con un semicerchio e delle linee rette che da esso dipartono. Secondo gli studiosi questo simbolo doveva rappresentare il sole al suo sorgere.

La “nuova” tipologia costruttiva esaminata nella capanna n.4 del complesso permise invece di cogliere un aspetto emblematico delle pratiche funerarie pre-nuragiche. I defunti venivano deposti in ambienti decorati per essere simili alle abitazioni dei vivi, in una sorta di perpetua ciclicità ideale. Al Nur Archeopark potrete ammirare la riproduzione a grandezza naturale della capanna di Serra Linta che oggi giace sul fondale del Lago Omodeo, custodita dalle sue acque.

La Capanna di Serra Linta - Nur Archeopark

Come molti degli edifici del tempo, anche questo presenta un ambiente rettangolare con davanti uno spazio semi-circolare. Al suo interno troviamo poi una suddivisione in ambienti più piccoli. La tipologia architettonica utilizzata era nota solamente nell’ambito del cosiddetto ipogeismo funerario, ossia la pratica del ricavare gli ambienti funerari scavando nella roccia. Il caso più famoso è quello della domus de janas denominata “tomba del capo” nella necropoli di Sant’Andrea Priu a Bonorva (Sassari). Il soffitto della parte anteriore di questa tomba preistorica era decorato con un semicerchio e delle linee rette che da esso dipartono. Secondo gli studiosi questo simbolo doveva rappresentare il sole al suo sorgere.

La “nuova” tipologia costruttiva esaminata nella capanna n.4 del complesso permise invece di cogliere un aspetto emblematico delle pratiche funerarie pre-nuragiche. I defunti venivano deposti in ambienti decorati per essere simili alle abitazioni dei vivi, in una sorta di perpetua ciclicità ideale. Al Nur Archeopark potrete ammirare la riproduzione a grandezza naturale della capanna di Serra Linta che oggi giace sul fondale del Lago Omodeo, custodita dalle sue acque.

L’Età Nuragica

La Civiltà Nuragica nasce in Sardegna intorno al 1800 a.C., durante la cosiddetta età del Bronzo e arriva, dopo tanti cambiamenti, al VI secolo a.C. nell’età del Ferro. In questo periodo tutte le popolazioni europee entrano di fatto, grazie alla scrittura, nella grande epopea della Storia. La Civiltà Nuragica prende il suo nome dalla parola “nuraghe” . Quest’antico termine, dal significato di “torre“, proviene dalla lingua parlata in Sardegna prima dell’arrivo del Latino. Quella nuragica, per numero di monumenti e di reperti rinvenuti è, a tutti gli effetti una tra le più importanti civiltà di tutto il Mediterraneo. Parliamo di 8000 nuraghi, circa 2000 villaggi di capanne, oltre 3000 tombe dei giganti e più di 1000 monumenti sacri tra cui templi a pozzo, fonti sacre, templi a megaron e santuari.

Non da meno è l’innumerevole produzione materiale. Vasi e contenitori di terracotta, come i caratteristici askòs, armi in bronzo, gioielli e accessori in pasta vitrea, cristallo di rocca, ambra, argento e oro. Gli oggetti più distintivi di questa cultura sono però le oltre mille statuine figurate conosciute comunemente con il nome di bronzetti.

L’Età Nuragica

La Civiltà Nuragica nasce in Sardegna intorno al 1800 a.C., durante la cosiddetta età del Bronzo e arriva, dopo tanti cambiamenti, al VI secolo a.C. nell’età del Ferro. In questo periodo tutte le popolazioni europee entrano di fatto, grazie alla scrittura, nella grande epopea della Storia. La Civiltà Nuragica prende il suo nome dalla parola “nuraghe” . Quest’antico termine, dal significato di “torre“, proviene dalla lingua parlata in Sardegna prima dell’arrivo del Latino. Quella nuragica, per numero di monumenti e di reperti rinvenuti è, a tutti gli effetti una tra le più importanti civiltà di tutto il Mediterraneo. Parliamo di 8000 nuraghi, circa 2000 villaggi di capanne, oltre 3000 tombe dei giganti e più di 1000 monumenti sacri tra cui templi a pozzo, fonti sacre, templi a megaron e santuari.

Non da meno è l’innumerevole produzione materiale. Vasi e contenitori di terracotta, come i caratteristici askòs, armi in bronzo, gioielli e accessori in pasta vitrea, cristallo di rocca, ambra, argento e oro. Gli oggetti più distintivi di questa cultura sono però le oltre mille statuine figurate conosciute comunemente con il nome di bronzetti.

Cosa sono i nuraghi?

L’Età Nuragica

La Civiltà Nuragica nasce in Sardegna intorno al 1800 a.C., durante la cosiddetta età del Bronzo e arriva, dopo tanti cambiamenti, al VI secolo a.C. nell’età del Ferro. In questo periodo tutte le popolazioni europee entrano di fatto, grazie alla scrittura, nella grande epopea della Storia. La Civiltà Nuragica prende il suo nome dalla parola “nuraghe” . Quest’antico termine, dal significato di “torre“, proviene dalla lingua parlata in Sardegna prima dell’arrivo del Latino. Quella nuragica, per numero di monumenti e di reperti rinvenuti è, a tutti gli effetti una tra le più importanti civiltà di tutto il Mediterraneo. Parliamo di 8000 nuraghi, circa 2000 villaggi di capanne, oltre 3000 tombe dei giganti e più di 1000 monumenti sacri tra cui templi a pozzo, fonti sacre, templi a megaron e santuari.

Non da meno è l’innumerevole produzione materiale. Vasi e contenitori di terracotta, come i caratteristici askòs, armi in bronzo, gioielli e accessori in pasta vitrea, cristallo di rocca, ambra, argento e oro. Gli oggetti più distintivi di questa cultura sono però le oltre mille statuine figurate conosciute comunemente con il nome di bronzetti.

cosa sono i nuraghi - parco archeologico seleni - lanusei - ogliastra

Mai una identica all’altra, rappresentano diversi personaggi come sacerdotesse, guerrieri, artigiani, musicisti e divinità ma anche animali ed edifici vari. Questa incredibile produzione ci racconta uno spaccato di quella che era la società sarda dell’età del Ferro tra il X e il VI secolo a.C.. Realizzate con la stessa tecnica della fusione “a cera persa”, troviamo le famose navicelle bronzee.

Sorprendenti raffigurazioni in scala ridotta delle imbarcazioni che i Sardi, da sempre avvezzi alla navigazione, utilizzano per solcare il Mar Mediterraneo e parte dell’Oceano Atlantico.

Mai una identica all’altra, rappresentano diversi personaggi come sacerdotesse, guerrieri, artigiani, musicisti e divinità ma anche animali ed edifici vari. Questa incredibile produzione ci racconta uno spaccato di quella che era la società sarda dell’età del Ferro tra il X e il VI secolo a.C.. Realizzate con la stessa tecnica della fusione “a cera persa”, troviamo le famose navicelle bronzee.

Sorprendenti raffigurazioni in scala ridotta delle imbarcazioni che i Sardi, da sempre avvezzi alla navigazione, utilizzano per solcare il Mar Mediterraneo e parte dell’Oceano Atlantico.

Mai una identica all’altra, rappresentano diversi personaggi come sacerdotesse, guerrieri, artigiani, musicisti e divinità ma anche animali ed edifici vari. Questa incredibile produzione ci racconta uno spaccato di quella che era la società sarda dell’età del Ferro tra il X e il VI secolo a.C.. Realizzate con la stessa tecnica della fusione “a cera persa”, troviamo le famose navicelle bronzee.

Sorprendenti raffigurazioni in scala ridotta delle imbarcazioni che i Sardi, da sempre avvezzi alla navigazione, utilizzano per solcare il Mar Mediterraneo e parte dell’Oceano Atlantico.

I Giganti di Mont’e Prama: le statue a tutto tondo
più antiche del mondo occidentale

Nel marzo del 1974 un contadino di nome Sisinnio, mentre arava un terreno nelle campagne del paese di Cabras, rinvenne casualmente il frammento di una statua di pietra. Nello stesso mese e nello stesso anno, nel territorio di Xian in Cina, un contadino di nome Yang, scavando un pozzo, rinvenne il frammento di una statua, questa volta di terracotta. Entrambe le scoperte saranno fondamentali per l’archeologia del XX secolo: da una parte, quello scoperto in Cina era il famosissimo Esercito di Terracotta, dall’altra, quello ritrovato in Sardegna era l’ormai celebre sito di Mont’e Prama.

Mont’e Prama è un santuario-cimitero dedicato a degli eroi-combattenti che dopo la morte vennero sepolti all’interno di piccoli pozzi scavati nella terra. Sopra ogni tomba, ne sono state trovate circa un centinaio, vi era una statua di pietra alta più di due metri. Le 28 statue ritrovate ad oggi ritraggono 5 guerrieri, 16 pugilatori e 4 arcieri. Le tombe sono tutte disposte in fila e, accanto a esse sulla strada parallela, troviamo adagiate delle sculture in pietra che rappresentavano nuraghi e betili.

L’esame al carbonio 14 eseguito sulle statue ci ha permesso di approssimare una loro datazione che dal IX sec a.C. potrebbe spingersi addirittura fino al l’ XIII sec. a.C.. Un dato incredibile, che fa di queste imponenti raffigurazioni, ribattezzate appunto “Giganti di Mont’e Prama“, le prime statue a tutto tondo del mondo occidentale. Questo eccezionale ritrovamento nonché la scoperta di numerosi oggetti di provenienza nuragica un po’ in tutto il Mediterraneo, hanno fatto si che la Civiltà Nuragica venisse inserita nei libri di storia al pari delle altre grandi Civiltà dell’Europa antica.

I Giganti di Mont’e Prama: le statue a tutto tondo più antiche del mondo occidentale

Nel marzo del 1974 un contadino di nome Sisinnio, mentre arava un terreno nelle campagne del paese di Cabras, rinvenne casualmente il frammento di una statua di pietra. Nello stesso mese e nello stesso anno, nel territorio di Xian in Cina, un contadino di nome Yang, scavando un pozzo, rinvenne il frammento di una statua, questa volta di terracotta. Entrambe le scoperte saranno fondamentali per l’archeologia del XX secolo: da una parte, quello scoperto in Cina era il famosissimo Esercito di Terracotta, dall’altra, quello ritrovato in Sardegna era l’ormai celebre sito di Mont’e Prama.

Mont’e Prama è un santuario-cimitero dedicato a degli eroi-combattenti che dopo la morte vennero sepolti all’interno di piccoli pozzi scavati nella terra. Sopra ogni tomba, ne sono state trovate circa un centinaio, vi era una statua di pietra alta più di due metri. Le 28 statue ritrovate ad oggi ritraggono 5 guerrieri, 16 pugilatori e 4 arcieri. Le tombe sono tutte disposte in fila e, accanto a esse sulla strada parallela, troviamo adagiate delle sculture in pietra che rappresentavano nuraghi e betili.

L’esame al carbonio 14 eseguito sulle statue ci ha permesso di approssimare una loro datazione che dal IX sec a.C. potrebbe spingersi addirittura fino al l’ XIII sec. a.C.. Un dato incredibile, che fa di queste imponenti raffigurazioni, ribattezzate appunto “Giganti di Mont’e Prama“, le prime statue a tutto tondo del mondo occidentale. Questo eccezionale ritrovamento nonché la scoperta di numerosi oggetti di provenienza nuragica un po’ in tutto il Mediterraneo, hanno fatto si che la Civiltà Nuragica venisse inserita nei libri di storia al pari delle altre grandi Civiltà dell’Europa antica.

I Giganti di Mont’e Prama: le statue a tutto tondo più antiche del mondo occidentale

Nel marzo del 1974 un contadino di nome Sisinnio, mentre arava un terreno nelle campagne del paese di Cabras, rinvenne casualmente il frammento di una statua di pietra. Nello stesso mese e nello stesso anno, nel territorio di Xian in Cina, un contadino di nome Yang, scavando un pozzo, rinvenne il frammento di una statua, questa volta di terracotta. Entrambe le scoperte saranno fondamentali per l’archeologia del XX secolo: da una parte, quello scoperto in Cina era il famosissimo Esercito di Terracotta, dall’altra, quello ritrovato in Sardegna era l’ormai celebre sito di Mont’e Prama.

Mont’e Prama è un santuario-cimitero dedicato a degli eroi-combattenti che dopo la morte vennero sepolti all’interno di piccoli pozzi scavati nella terra. Sopra ogni tomba, ne sono state trovate circa un centinaio, vi era una statua di pietra alta più di due metri. Le 28 statue ritrovate ad oggi ritraggono 5 guerrieri, 16 pugilatori e 4 arcieri. Le tombe sono tutte disposte in fila e, accanto a esse sulla strada parallela, troviamo adagiate delle sculture in pietra che rappresentavano nuraghi e betili.

L’esame al carbonio 14 eseguito sulle statue ci ha permesso di approssimare una loro datazione che dal IX sec a.C. potrebbe spingersi addirittura fino al l’ XIII sec. a.C.. Un dato incredibile, che fa di queste imponenti raffigurazioni, ribattezzate appunto “Giganti di Mont’e Prama“, le prime statue a tutto tondo del mondo occidentale. Questo eccezionale ritrovamento nonché la scoperta di numerosi oggetti di provenienza nuragica un po’ in tutto il Mediterraneo, hanno fatto si che la Civiltà Nuragica venisse inserita nei libri di storia al pari delle altre grandi Civiltà dell’Europa antica.

L’antico nome della Sardegna:
la Stele di Nora

L’antico nome della Sardegna: la Stele di Nora

Riproduzione Stele di Nora 1:1 Nur Archeopark - Lanusei- Ogliastra

L’antico nome della Sardegna: la Stele di Nora

riproduzione 1:1 - stele di nora - nur archoepark - lanusei - ogliastra

La Stele di Nora è indubbiamente uno dei documenti scritti più antichi ed importanti di tutto il Mediterraneo occidentale. Conservata nelle sale del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, è sicuramente uno dei reperti più famosi e fotografati di tutta l’esposizione. Al Nur Archeopark potrai ammirarne una copia a dimensione naturale. Si tratta di un blocco in pietra arenaria, alto più o meno un metro, largo 57 cm e del peso di circa 600 kg. Venne rinvenuto nel 1773, all’interno di un muretto a secco accanto alla chiesa di Sant’Efisio nei pressi dell’antica città di Nora a Pula, Sud Sardegna. Non sappiamo quale potesse essere la sua posizione originaria.

Con molta probabilità venne realizzata attorno all’VIII secolo a.C. quando in tutta l’isola stavano nascendo le prime città. Parliamo di Sulky, Othoca, Tharros, Karaly, Bithia, Neapolis, oltre alla stessa Nora. In questo testo, lungo otto righe, viene utilizzato l’alfabeto fenicio che non prevede l’uso delle vocali e va letto da destra verso sinistra.

La Stele di Nora è indubbiamente uno dei documenti scritti più antichi ed importanti di tutto il Mediterraneo occidentale. Conservata nelle sale del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, è sicuramente uno dei reperti più famosi e fotografati di tutta l’esposizione. Al Nur Archeopark potrai ammirarne una copia a dimensione naturale. Si tratta di un blocco in pietra arenaria, alto più o meno un metro, largo 57 cm e del peso di circa 600 kg. Venne rinvenuto nel 1773, all’interno di un muretto a secco accanto alla chiesa di Sant’Efisio nei pressi dell’antica città di Nora a Pula, Sud Sardegna. Non sappiamo quale potesse essere la sua posizione originaria.

Con molta probabilità venne realizzata attorno all’VIII secolo a.C. quando in tutta l’isola stavano nascendo le prime città. Parliamo di Sulky, Othoca, Tharros, Karaly, Bithia, Neapolis, oltre alla stessa Nora. In questo testo, lungo otto righe, viene utilizzato l’alfabeto fenicio che non prevede l’uso delle vocali e va letto da destra verso sinistra.

La Stele di Nora è indubbiamente uno dei documenti scritti più antichi ed importanti di tutto il Mediterraneo occidentale. Conservata nelle sale del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, è sicuramente uno dei reperti più famosi e fotografati di tutta l’esposizione. Al Nur Archeopark potrai ammirarne una copia a dimensione naturale. Si tratta di un blocco in pietra arenaria, alto più o meno un metro, largo 57 cm e del peso di circa 600 kg. Venne rinvenuto nel 1773, all’interno di un muretto a secco accanto alla chiesa di Sant’Efisio nei pressi dell’antica città di Nora a Pula, Sud Sardegna. Non sappiamo quale potesse essere la sua posizione originaria.

Con molta probabilità venne realizzata attorno all’VIII secolo a.C. quando in tutta l’isola stavano nascendo le prime città. Parliamo di Sulky, Othoca, Tharros, Karaly, Bithia, Neapolis, oltre alla stessa Nora. In questo testo, lungo otto righe, viene utilizzato l’alfabeto fenicio che non prevede l’uso delle vocali e va letto da destra verso sinistra.

Purtroppo, le numerose traduzioni effettuate dal momento della scoperta ad oggi, sono a volte molto differenti l’una dall’altra e nessuna di queste appare pienamente convincente. Su un punto però tutti gli studiosi concordano. Nella terza riga della stele sarebbero presenti le lettere S-R-D-N, ovvero la prima menzione scritta dell’antico nome della Sardegna ovvero Sharden. La presenza di questa parola è importante perché connessa al nome degli Shardana. Mitologico popolo di navigatori guerrieri, furono, nell’XIII e XII secolo a. C., a capo di una vasta alleanza tra i cosiddetti “Popoli del Mare”.

Questa coalizione, così denominata dell’egittologo Gaston Maspero nel 1881, attaccò in diverse occasioni l’Egitto e contribuì in modo decisivo alla caduta dei grandi regni. Il dibattito sull’identificazione degli Shardana con la Civiltà Nuragica è ancora acceso ma la maggior parte degli studiosi tende a considerare i due popoli coincidenti. Come ci viene raccontato nei rilievi del tempio di Medinet Habu nella città di Tebe in Egitto, gli Sharden diventeranno anche la guardia personale del faraone Ramses II.

Questi rilievi che illustrano La Battaglia del Delta del Nilo, sono visionabili al Nur Archopark grazie alla riproduzione donataci dal Dipartimento degli Studi Orientali dell’Univesità di Chicago.

Purtroppo, le numerose traduzioni effettuate dal momento della scoperta ad oggi, sono a volte molto differenti l’una dall’altra e nessuna di queste appare pienamente convincente. Su un punto però tutti gli studiosi concordano. Nella terza riga della stele sarebbero presenti le lettere S-R-D-N, ovvero la prima menzione scritta dell’antico nome della Sardegna ovvero Sharden. La presenza di questa parola è importante perché connessa al nome degli Shardana. Mitologico popolo di navigatori guerrieri, furono, nell’XIII e XII secolo a. C., a capo di una vasta alleanza tra i cosiddetti “Popoli del Mare”.

Questa coalizione, così denominata dell’egittologo Gaston Maspero nel 1881, attaccò in diverse occasioni l’Egitto e contribuì in modo decisivo alla caduta dei grandi regni. Il dibattito sull’identificazione degli Shardana con la Civiltà Nuragica è ancora acceso ma la maggior parte degli studiosi tende a considerare i due popoli coincidenti. Come ci viene raccontato nei rilievi del tempio di Medinet Habu nella città di Tebe in Egitto, gli Sharden diventeranno anche la guardia personale del faraone Ramses II.

Questi rilievi che illustrano La Battaglia del Delta del Nilo, sono visionabili al Nur Archopark grazie alla riproduzione donataci dal Dipartimento degli Studi Orientali dell’Univesità di Chicago.

Riproduzione Stele di Nora 1:1 Nur Archeopark - Lanusei- Ogliastra

Purtroppo, le numerose traduzioni effettuate dal momento della scoperta ad oggi, sono a volte molto differenti l’una dall’altra e nessuna di queste appare pienamente convincente. Su un punto però tutti gli studiosi concordano. Nella terza riga della stele sarebbero presenti le lettere S-R-D-N, ovvero la prima menzione scritta dell’antico nome della Sardegna ovvero Sharden. La presenza di questa parola è importante perché connessa al nome degli Shardana. Mitologico popolo di navigatori guerrieri, furono, nell’XIII e XII secolo a. C., a capo di una vasta alleanza tra i cosiddetti “Popoli del Mare”.

Questa coalizione, così denominata dell’egittologo Gaston Maspero nel 1881, attaccò in diverse occasioni l’Egitto e contribuì in modo decisivo alla caduta dei grandi regni. Il dibattito sull’identificazione degli Shardana con la Civiltà Nuragica è ancora acceso ma la maggior parte degli studiosi tende a considerare i due popoli coincidenti. Come ci viene raccontato nei rilievi del tempio di Medinet Habu nella città di Tebe in Egitto, gli Sharden diventeranno anche la guardia personale del faraone Ramses II.

Questi rilievi che illustrano La Battaglia del Delta del Nilo, sono visionabili al Nur Archopark grazie alla riproduzione donataci dal Dipartimento degli Studi Orientali dell’Univesità di Chicago.

riproduzione 1:1 - stele di nora - nur archoepark - lanusei - ogliastra